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Se avete deciso di fare una vacanza, oltre che di relax, anche di arte, storia, natura e divertimento, allora siete nell-Agriturismo giusto! Il Fascinaro è al centro di un territorio che vi può offrire tutto questo e noi vogliamo darvi qualche suggerimento e informazione per organizzare le vostre giornate di vacanza in Ciociaria.

Ciociaria? Questo è il nome della zona in cui si trova Il Fascinaro, che coincide con la provincia di Frosinone. Ma qual è l'origine di questa zona del Lazio? Deriva dalle "ciocie", ciocie

antichissime caratteristiche calzature di cuoi portate una volta dai pastori, fermate ai piedi da lunghe stringhe avvolte attorno al polpaccio.

Se siete interessati a ARTE e STORIA potete visitare:

ARPINO (a 15 km): ospita nel quartiere Civitavecchia l'Acropoli con le imponenti mura ciclopiche, l'Arco a sesto acuto, antica porta aperta sulle mura in opera poligonale. Nel medioevo lungo queste mura vennero aggiunte numerosissime torri, che resero il borgo un importante punto strategico a difesa di Arpino. Secondo un'antichissima leggenda, qui scelse di vivere Saturno divinità protettrice dell'agricoltura. Sulla sommità di Civita Falconara sorge il Castello di Ladislao Durazzo. Cuore del paese è l'elegante piazza Municipio, delimitata su tre lati dal Palazzo Boncompagni. Una visita alla Chiesa di S. Michele consente di ammirare i dipinti del pittore Giuseppe Cesari, noto come il Cavalier d'Arpino, e di importanti esponenti della cultura del barocco romano.

Via per Civitavecchia: attraverso una piacevole e poco trafficata strada che attraversa i boschi, si arriva a Civitavecchia dove l'arco a sesto acuto e le mura ciclopiche ne richiamano l'origine antichissima. si scende poi verso Arpino che conserva ancora evidenti segni che la ricollegano alla grandezza della Roma Antica.

COSA FARE

Un'attività, sita nel comune di Arpino e a pochi chilometri dal nostro agriturismo, è proprio il maneggio OLD TIME RANCH che dispone di oltre 200 km di sentieri che toccano località sia storiche sia naturalistiche della Ciociaria attraverso tre comuni: Arpino, Casalvieri, Santopadre, vi porta a contatto con la natura incontaminata.E' possibile fare escursioni a cavallo, a piedi, in montain bike, corsi di equitazione per bambini ed adulti con monta western.

 

Ci sono, nelle zone limitrofe, piccoli borghetti medievali come:

- Santopadre

- Alvito

- Fontechiari

- Colle S. Magno

 

L'ABBAZZIA DI MONTECASSINO ( a 36 km): fondata da San Benedetto da Norcia nel 529 fu, durante il Medioevo, un importante centro per la diffusione del monachesimo in Europa.  Più volte distrutta e ricostruita fu rasa al suolo nel bombardamento del 15 febbraio 1944 e ricostruita nell'immediato dopoguerra. L'abbazia, come la vediamo oggi, è infatti una perfetta ricostruzione di com'era. Si entra al monastero superando tre grandi chiostri rinascimentali, che consentono di raggiungere la Chiesa che conserva le reliquie del Santo fondatore. Dei tre portali d'ingresso soltanto quello al centro è originale. Per approfondire la conoscenza del ruolo rivestito da Montecassino nella storia, è necessario visitare il Museo.  Ancora oggi è possibile ammirare  l'area archeologica dell'antica "Casinum" romana. In località Crocifisso, lungo la strada che sale all'abbazzia, troviamo l'ingresso al Museo Archeologico Nazionale, nelle cui sale sono conservati numerosi reperti che testimoniano il passaggio dalla cultura volsca a quella romana.


Castello di Vicalvi

Riserva Naturale del Lago di Posta Fibreno (10 km)

l'Abbazia di Montecassino (36 km)

il castello di Balsorano (28 km)

Cascate di Isola del Liri (18 km)

 

Grotte di Pastena (50 km).

Pescasseroli (44 km

Parco Nazionale D'Abbruzzo

-Camosciara

-Lago di Villetta Barrea

-Tracking

Passeggiata sul monte Morrone a ridosso di Alvito Vicalvi e Postafibreno e alla scoperta della dolina di Fossa Maiora o Majore 

-Campoli Appennino - Fossa Micciola e Fossa Majura


"Fossa Maiura", gigantesca voragine ricordata già da tempi remoti ("descrittione d'Alvito et suo Contato" Prudentio 1574) nei testi di storici e naturalisti, per le sue peculiarità geologiche e naturalistiche. La zona rimane tuttora un esempio di integrazione tra le attività umane (agricole e pastorali) e gli equilibri naturali, malgrado l'inarrestabile processo di abbandono delle terre, riveli oramai la testimonianza di un epoca quasi perduta.

A pochi chilometri dal paese di Alvito, fra le montagne confinanti con l'Abruzzo, c'è la cosiddetta Fossa Maiura (815 m), una depressione carsica che forma quasi un anfiteatro naturale: si tratta di una gigantesca dolina profonda circa 100 metri e di 3 Km circa di circonferenza, a forma di tronco di cono rovesciato che ha un perimetro superiore al chilometro. Qui hanno origine le acque d'alimentazione del Fibreno.

Nell'ambito del territorio esiste una sorgente dalla quale sgorga acqua sulfureo-ferruginosa. Questa particolarissima depressione carsica con le antiche contrade di Cortignale e Cappudine, oggi abbandonate, allo stato attuale si presentano come veri e propri Paesi Fantasma. I due borghi si sono spopolati del tutto già nel dopo guerra, ma tra le mura delle case di pietra si possono ancora comprendere le usanze e le regole della civiltà contadina scomparsa. La vastità di questo invaso a forma di imbuto è veramente impressionante e numerose frane tendono ad allargarla sui bordi, mentre il fondo è cosparso di cavità e di vegetazione, che utilizza il particolare habitat creato dall' invaso umido per prosperare.

Numerosi sono pure gli animali che trovano rifugio nella Fossa Maiura: non è raro intravedere falchetti involarsi dalle pareti. Anche i fianchi, su cui corre una strada sempre in via di smottamento, sono coperti da una variegata vegetazione di aromatiche, tra cui, oltre a quelle già citate, spiccano i rametti densi della ruta e i fitti cespugli spinosi del ginepro. Presenti nell'area anche folte siepi, ciliegi, sorbe, noci e noccioli, roverelle, carpini, biancospini, frassini, ailanti infestanti e ginestre.

A terra lingue di cane, scrofularie, sclaree, speronelle, aglio orsino e rose canine. Qua e là pioppi bianchi e tremoli. Intorno alla fossa, dopo circa mezz'ora di passeggiata, si giunge ad un bivio, prendendo a sinistra (SE) si va in direzione "Castello" (la sterrata si ricongiunge alla strada che conduce al cimitero della frazione Castello), proseguendo a destra (SO), la via sale dolcemente verso il Monte Morrone, nonostante l'aspetto brullo di colli e doline, all'osservatore attento non sfuggirà la varietà di essenze che si incontrano, macchie di ginepri e sambuchi, si alternano a boschetti di ornielli, maggiociondoli, querce, noccioli, ciliegi, aceri campestri, pini, campi coltivati e prati esaltano le fioriture primaverili di fiori di campo e meravigliose orchidee (morio, pauciflora, italica, purpurea, ecc.), giunti alla cresta del Morrone, ci si affaccia sul lago di Posta Fibreno, sul Castello di Vicalvi e sulla Città di Sora, alle spalle la cinta dei monti del Parco Nazionale d'Abruzzo fa da cornice ad uno stupendo panorama che abbraccia la Valle di Comino e parte della Valle del Liri.

Proseguendo verso sud-est, in circa 10 minuti si può visitare un'altra dolina di origine carsica (più piccola di Fossa Maiura) denominata "Fossa Lisa".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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